
17.83 Km
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05:39:56
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3.15 Km\h
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+1355 / -1170 m
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 | Partenza | 08:59:34 |
 | Arrivo | 19:55:00 |
 | Durata allenamento | 10:55:26 |
 | Velocità max | 48.6 Km\h |
 | Altitudine | 568-1731 m |
 | Bici | scarponi |
 | Attività | Escursionismo |
Anche oggi partenza in sordina con crescendo di emozioni e finale davvero splendido. E' difficile descrivere così, ancora a caldo tutto il fatto e il visto. Vado con ordine. Nella mattina ancora fresca montiamo in macchina e nella vallata in ombra scendiamo fino a Lardaro. Da queste parti transita il sentiero della Pace. Non avevamo intenzione di fare tanta strada, ma si sa, la fame vien mangiando. Comiciamo col dare una occhiata al Forte Larino...appena li. E' un forte della fine 800 che fu armato, ma subito disarmato all'inizio della Grande Guerra. Bello, imponente si vede bene che non ha preso nemmeno una cannonata. Infatti fu tenuto in riserva dalla prima linea che passava poco più a sud. Di qui iniziamo la salita su splendido sentiero (vietato al transito per precauzione) verso forte Corno, proprio sopra Forte Larino. Come detto il sentiero è splendido e vale ben qualche rischio. Passiamo accanto ad una splendida cascata e cominciamo ad individuare trincee e postazioni in galleria, Cerchiamo di buttare il naso un pò dappertutto. Mi calo anche in un pozzo che da in una galleria. Tutto molto bello ed emozionante. Forte Corno è davvero imponente e anche se è chiuso in inverno si intuisce la sua forza...che non è servita. infatti le artiglierie furono smontate per essere usate a Lager Peschiera...un pò più su....lungo il sentiero della pace. Visto che non si può entrare vediamo di salire a Lager Peschiera. Ci vogliono pochi minuti per arrivare. Apparentemente non c'è nulla....ma le sorprese sono tutte interrate....Visto che è presto decidiamo di salire sul Dosso Brullo. Il sentiero è quello della Pace e quindi consono al nostro tour. Saliamo saliamo saliamo e all'improvviso ci imbattiamo in una postazione di "cucina" fedelmente ricostruita. E' emozionante vedere la fedeltà della ricostruzione, e soprattutto vedere le foto d'epoca messe a conferma. Pensare ai portatori con stanga e contenitore che portano il rancio ai soldati in trincea fa davvero tenerezza. Ma a chi portavano il rancio?. Nella speranza di vedere postazioni interessanti seguiamo le indicazioni del sentiero della pace appena messe e fresche di vernice. Va...va ...va... arriviamo dotto un gran pratone in salita...ma salita davvero ripida e il sentiero con paline appena piantate tira su dritto. Proviamo a salire dritto per dritto seguendo le indicazioni. Dopo pochi passi seguendo delle sottospecie di impronte impongo l'alt a Flora. E' davvero pericoloso. In salita potremmo anche farcela, ma in discesa sarebbe oltremodo infido. Una scivolata sarebbe davvero deleteria...sull'erba secca non ti fermi più. Quest'erba assomiglia al paleo delle apuane e ha la stessa pericolosità. Scendiamo e ci spostiamo di qualche metro per mangiare. Poi iniziamo le operazioni di rientro. Camminando mi chiedo come mai non ci sia un sentiero che sale di cresta....le montagne normalmente si salgono per la via più facile...e soprattutto perchè gli austriaci non abbiano pensato a difendere la cresta....La risposta è presto trovata....poco più in la dietro ai nuovi cartelli segnavia scorgiamo l'inizio di una trincea e su un sasso dipinta la colomba della pace in giallo. Ci guardiamo in faccia e decidiamo di provare a seguirla. La trincea è bellissima ed emozionante e...sale di cresta...o quasi...ma va! Si sale per una lunga gradinata in parte rovinata ma ben seguibile e distinguibile. La salita è dura ma l'emozione è tanta che non sentiamo la fatica. Ogni tanto caverne che esploriamo velocemente con la pila frontale....In breve siam o quasi in vetta al Dosso Brullo. Ci ricongiungiamo con le paline nuove del sentiero della pace....purtroppo l'ora è tarda e dobbiamo rientrare. Felicità ed emozione ci trattengono ancora un pò a girare in quota. Poi dobbiamo cominciare a scendere. Con cautela ma in modo veloce siamo di nuovo sul sentiero principale e ritorniamo sui nostri passi. Ci fermiamo ancora un attimo a Lager Peschiera per vedere se ci sono postazioni in caverna. Troviamo qualcosa ma non abbiamo tempo di approfondire. Arriviamo alla macchina che ormai fa buio.... |
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